LE NOSTRE NEWS

 

Il messaggio del parroco

Avanti con gioia

«Signore apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode»

Inizia così la giornata di chi recita quotidianamente l’Ufficio che santifica le Ore del giorno. Mi piace iniziare questo mio ministero a servizio della Comunità del Sacro Cuore di Benevento, con queste stesse parole che insieme esprimono il desiderio di mettermi a disposizione e fiducia nella iniziativa di Dio che precede, accompagna e compie ogni cammino dell’uomo.

Diversi sentimenti affollano il mio cuore e la mia mente in questi giorni di approccio alla realtà che ho trovato. Gratitudine a Dio per la possibilità e la fiducia che mi concede di poter vivere una nuova esperienza di servizio in una parrocchia e in una chiesa di grande tradizione; Riconoscenza a P. Giampiero e alla fraternità che lo ha aiutato, per il lavoro intenso e fruttuoso che hanno portato avanti in questi anni vissuti a Benevento.

Alcuni eventi successi nel periodo del mio insediamento mi offrono lo spunto per alcune riflessioni che spero possano orientare il cammino della Comunità. Particolarmente mi riferisco a tre avvenimenti:

 La ripresa delle attività pastorali in tempo di Pandemia: non si può non tener conto che il Covid-19 ha cambiato e sta cambiando la nostra vita e la vita della chiesa. Le tristi storie, le ansie e le preoccupazioni che ancora oggi rallentano i progetti e frenano la speranza, però ci stanno insegnando qualcosa: è necessario tornare all’essenziale. Tutto è precario, tutto è fragile: affetti, relazioni, amori, perdono, conversione, la vita stessa… Ripartire con la Pandemia in corso è una sfida di fede e di coraggio, ma è anche: la scelta di esserci! tutti in cammino, nessuno indietro! I piccoli del catechismo, giovani, adulti, famiglie, poveri, ammalati, anziani… a tutti una mano tesa e la vicinanza spirituale che andrà al di là dei dispositivi e delle distanze di sicurezza.

La beatificazione di Carlo Acutis. Un giro di provvidenza e di tenerezza, che considerò personalmente un dono dell’Altissimo. Quando ancora non si ipotizzava il mio trasferimento a Benevento, ho avuto la grazia di incontrare la mamma del futuro beato, ad Assisi, durante un corso di esercizi con Mons. Accrocca e per giunta in compagnia proprio di P. Giampiero e di Don Enzo Catapano. Già conoscevo il giovane Carlo per alcune letture e per qualche sito visitato, ma l’incontro con la signora Antonia mi ha particolarmente legato a questo giovanissimo modello di santità. Promisi in cuor mio che, una volta beato, l’avrei fatto conoscere nella mia parrocchia. La Provvidenza ha voluto che venisse beatificato proprio nei giorni del mio arrivo a Benevento. Questa personale “segno”, mi rimanda ad una meravigliosa realtà già consolidata nella nostra parrocchia: l’Adorazione Eucaristica. Carlo si è fatto santo perché ha capito, in tenerissima età, l’importanza della messa quotidiana, dell’adorazione del SS. Sacramento da lui definita come “l’autostrada per il cielo”. Ripartiamo anche noi dal Cuore Eucaristico del Signore. L’appuntamento settimanale comunitario e la possibilità quotidiana - per tutti - di vivere l’incontro intimo con Gesù, di giorno e - speriamo presto: anche di notte! - deve essere la sorgente della forza e culmine di ogni nostra attività.

Fratelli tutti. Il 3 ottobre Papa Francesco ha firmato la sua terza Enciclica, tutta sul tema della fratellanza proposta come “unica vera alternativa che sfida e argina la soluzione apocalittica”.

Fratellanza non è «solidarietà». Ha scritto Francesco in un suo messaggio: «Mentre la solidarietà è il principio di pianificazione sociale che permette ai diseguali di diventare eguali, la fraternità è quello che consente agli eguali di essere persone diverse». Nonostante le ombre dense descritte nelle pagine di questa Enciclica che affronta i problemi e le sfide del momento contemporaneo, Francesco intende fare eco a tanti percorsi di speranza, che ci parlano di una sete di pienezza, di un desiderio di toccare ciò che riempie il cuore e solleva lo spirito verso le grandi cose. Nel tentativo di cercare una luce Francesco propone come modello la parabola del Buon Samaritano cui il credente, come anche ogni uomo di buona volontà, può umanamente ispirarsi. Così il Buon Samaritano diventa un modello sociale e civile. Stare accanto, farsi prossimo; trovare l’olio della speranza e il vino della consolazione; caricarsi sulle spalle i pesi gli uni degli altri; prendersi cura fino a pagare di persona.

In questo momento storico caratterizzato dal Covid, riconosciamoci Tutti Fratelli uniti nella stessa barca, abbiamo con noi a bordo un solo Pane (cfr. Mc 8,14), con un ideale da raggiungere: l’umana fratellanza che ci porti a condividere i pesi e le gioie, gli uni degli altri.

Avanti con gioia!

Fr. Gianluca Manganelli

Non buttare gli abiti

Dona gli indumenti in buone condizioni

Il “ servizio guardaroba “, curato dal gruppo di volontariato Vincenziano “M.SS. di Lourdes” di Benevento, svolge l’attività di distribuzione il martedì ed il mercoledì dalle ore 10 alle 12, nei locali adiacenti la parrocchia “Sacro Cuore di Gesù“ –via Meomartini, 114. Si potrà accedere al guardaroba una volta al mese, salvo esigenze di particolare bisogno, cercando di soddisfare, nei limiti del possibile, le necessità di tutti. 
I donatori potranno consegnare i pacchi con gli abiti il lunedì dalle ore 17 alle ore 18. Saranno distribuiti solo gli indumenti in buone condizioni e puliti. 
È vietato depositare buste o pacchi di indumenti vicino ai locali guardaroba, ma gli stessi dovranno essere consegnati direttamente agli incaricati.
Il gruppo di volontariato vincenziano “ M. S.S. di Lourdes “ si occupa da tempo della distribuzione ai bisognosi di indumenti (vestiti, biancheria, scarpe, borse), nel rispetto sia delle più elementari norme igieniche sia della dignità di chi riceve e di chi dona.